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UNA FORMA....PER LA CONVERGENZA
Quando ho iniziato questa pagina l'argomento convergenza era già nell'aria e stava lentamente trasformadosi in realtà.
Era una cosa che agitava e interessava più il mondo dei palmari e i loro produttori molto più interessati a partecipare alla spartizione della torta degli allora cellulari che non ai produttori degli stessi che già non difettavano di clienti.
Ad oggi il concetto di convergenza credo sia ritenuto già acquisito visto che praticamente è possibile pensare ad acquistare un palmare o un cellulare per soddisfare le proprie necessità.
Questa pagina vuole solo tratteggiare il processo di reale convergenza analizzando la forma dei dispositivi generati dalla
impostazione sopra citata e raccogliere i dispositivi che hanno iniziato a realizzare e tuttora perseguono questa convergenza.
Come in precedenza la chiave di lettura rimane il Fattore Forma applicato a i dispositivi.
Il perchè di questa scelta è nel concetto che partendo da due diversi oggetti, impostando un percorso di convergenza, se la stessa viene realmente realizzata il risultato finale sarà un oggetto unico e indifferenziato, eccetto per le variazioni impostate dalla marca produttrice.
Dal punto di vista 'Forma' si possono distinguere vari distinti percorsi di avvicinamento all'oggetto finaleIl primo di questi dispositivi prende il via con il modello HTC Magician a cui si sono affiancati in breve una serie di altri modelli
sia di HTC che di altri.
Caratteristica di questi dispositivi è la riduzione non eccessiva del display (da 3.5' a 2.8') ed il mantenimento del Touchscreen da usare con lo stilo che risulta elemento distintivo di tutti i palmari con S.O. Phone Edition.Il secondo percorso trova il suo battistrada nel Treo prodotto da Palm, lanciato molto prima che altri produttori ne abbiano recepito (o copiato ?) la forma e tuttora molto apprezzato.
Anche in questo caso assistiamo a una riduzione dello schermo a cui si associa anche l'uso di una forma quadra, ma la rivoluzione è la presenza di una tastiera Qwerty frontale che dopo alcuni aggiustamenti offre la possibilità d'uso con una sola mano. (cosa gradita all'utente che proviene dai cellulari e magari non gradisce dover usare lo stilo)
Il problema della convergenza, come detto era più sentito dai produttori di palmari che da quelli di telefoni cellulari ai quali
bastava aggiungere lentamente funzioni(magari già presenti sui palmari) per reggere il mercato.
Per fronteggiare anche questa mossa vennero fuori gli Smartphone che offrivano in dimensione telefonica molte caratteristiche dei palmari ma su schermo ridotto e rigorosamente senza touchscreen. In breve apparvero sul mercato Smartphone originati da Cellulari e quelli prodotti da costruttori di palmari e mossi da S.O. specifici che per Windows era appunto la versione Smartphone del loro sistema.Quanto sopra è già, comunque storia. Ma esiste ancora una ricerca dell'oggetto convergente? Certo è che la categoria degli Smartphone sembrerebbe essere risultata vincente (almeno da certi dati statistici) anche se è corretto notare che in funzione di interessi diversi si possono definire come tali anche modelli che non lo sono o viceversa ignorare modelli che sono Smartphone ad ogni effetto. E certo però che senza risultare oggetto convergente lo 'Smartphone' in quanto tale è suscettibile di riscuotere più ampi consensi da parte di una clientela diciamo così non specializzata. Il motivo è probabilmente dettato da la somiglianza con un comune cellulare, la leggerezza e la minor delicatezza rispetto ai modelli provenienti dalla tipologia palmare. Quale che siano le ragioni, queste o altre ancora, i fatti sembrano dimostrare che la previsione di convergenza e quella di unificazione ha dovuto subire uno stop. In ottobre 2004 questo articolo dichiarava: La piattaforma Smartphone sarà abbandonata entro il 2006. All'epoca il S.O. corrente era WM2003 S.E comunemente distribuito nella versione per PDA ed in quella Phone Edition (P.E.) Ebbene, è innegabile che dopo la latitanza di Palm e la diffusione del S.O. WM si poteva ipotizzare che il previsto abbandono della versione Smartphone fosse una conseguenza del diffondersi dei Pda/phone tale da superare gli Smartphone nel gradimento dei potenziali clienti. Non sembra essere andata così. Ad oggi l'annuncio della nuova versione del S.O. WM 6 suddivide il suo sistema in ben 3 diverse versioni . La versione Standard risulta, di fatto, la versione Smartphone destinata (sembrava:) a scomparire. Cosa manca dunque ancora per poter proseguire il cammino di convergenza e poter arrivare a dispositivi che si differenzino solo pel le personalizzazioni di Marca ? Di certo uno degli aspetti è un comune e uniforme metodo di input. Attualmente esistono dispositivi col solo tastierino numerico, dotati di T9, di riconscimento scrittura in varii tipi, di più o meno rozzi riconoscimeni vocali, di mini tastiere complete usabili con una sola mano, di tastiere complete a scomparsa talvolta doppiate anche dal tastierino numerico e , naturalmente, anche il classico Stilo affiancato in certi Pda da sistemi di selezione e puntamento tipo PC mouse..
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Se a quanto sopra si aggiunge che tali sistemi adesso sono applicati in modo tale che diventa difficile ormai anche fare la distinzione tra Palmari/phone e Smartphone più che un effetto di convergenza si ottiene un effetto di confusione. Tuttavia da questa confusione emerge un modello che potrebbe portare all'avvio di una convergenza anche del sistema di interazione e input dati. Mi riferisco all'Apple iPhone. Non voglio entrare in merito a tante innovative caratteristiche che questo modello presenta ma solo a una: lo schermo tattile. Questa soluzione sembra aver già attratto, anche se realizzata da ognuno in diversa maniera, l'interessa di altri fabbricanti e di certo permette, con l'uso senza stilo, di creare qualsiasi input grafico personalizzato su una base che può essere, una volta applicata dalla maggioranza degli interessati, considerata un modo comune di interazione con il dispositivo mobile. E questo, una volta ancora porterebbe la forma a dimostrare la convergenza
Parte Seconda Quello che si dovrebbe notare è che mi sembrano esistere due diverse posizioni in relazione al concetto di convergenza di questi dispositivi. Intendo dire è che c'é chi ritiene ormai raggiunta la convergenza (intesa semplicemente come possibilità di usare un pda/phone alla stessa stregua di un cellulare evoluto) e quindi ritiene che adesso per emergere nel mercato si debba mirare a validi dispositivi di buone caratteristiche per superare i concorrenti (autonomia, ricezione, leggerezza, seplicità d'uso) e fatti anche, a breve, per battere gli avversari nel campo prezzo. (in sostanza a convergenza ottenuta puntiamo a un mercato più ampio) Questa potrebbe essere la strategia di HTC. Per prima ha creato un modello che cercava di accettare la sfida con i cellulari (HTC- Magician) poi, modello dopo modello ha creato dispositivi che hanno costretto i produttori di cellulari ad aggiungere ai loro smartphone Wifi ed altri servizi per non farsi staccare da i modelli Pda/phone e adesso differenzia al massimo l'offerta e soprattutto mira a ridurre il costo di certi modell con caratteristiche complete che gli altri produttori includono in modelli top gamma e prezzo. Questa impostazione non è condivisa da altri produttori che interpretano la convergenza finale come realizzazione di un oggetto concettualmente nuovo (e inevitabilmente di forma totalmente nuova) che si affermi, a convergenza raggiunta, cancellando ogni precedente nota differenziazione tra i dispositivi mobili. La strada può essere quella, gia citata, imboccata da Apple e in parallelo da altri costruttori. Viene infatti rimesso in discussione il sistema di Input, la memoria disponibile, e si aggiungono automatizzazioni di funzioni che, se non influiscono in modo immediato sulla forma suggeriscono interpretazioni diverse, per il momento solo accennate. Un esempio lo da, offrendo due diverse tastiere apribili in direzione opposta, oltre al Pad frontale, il Nokia n95
. Concetto ripreso da Samsung,
che, anche se ancora inapplicato, lo espande all'estremo ottenendo nel cellullare il Pda e il dispositivo Media e Play Game tutto in uno solo cambiando le direzioni delle parti mobili. (sistema parzialmente già dispomibile nel futuro HTC Kaiser) . Una tendenza già evidenziatasi è un più ampio utilizzo dello schermo usato in maniera indifferienzata come output e input magari raddoppiandone la disponibilità e la dimensione con un touchscreen per input e non solo e un schermo normale per output. Esempio ne è il BlackBox di BenQ-Siemens, scatola nera dalle multiple funzioni e tastiere
ampliato dal Polygon
mentre Nokia
riprende il concetto e, per non farsi macare niente, ci aggiunge anche una tastiera mobile stile HTC Advantage. Potrebbe essere una vicina futura soluzione, anche se la considero una forma di compromesso in attesa degli schermi flessibili ancora in evoluzione che realmente influenzeranno la forma finale dei dispositivi convergenti.
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Stessa considerazione è fattibile per la memoria. I micro HD che offrono buone capacità sono certo una soluzione più immediata in attesa che gli HD a stato solido permettano di eliminare al massimo le parti mobili di un palmare o Mobile device se preferite. Resta solo da attendere....... ed è quello che faremo da questa pagina. PARTE TERZA I tempi, in campo palmari, tendono a contrarsi continuamente e, di conseguenza, quello che sembrava il futuro è poi. a breve, tra le nostre mani come oggetto corrente. Questa è la ragione di questo seguito alla analisi della forma in funzione di una convergenza in uno specifico oggetto che unisca e superi la ancora, pur ridotta, differenza esustente tra Pda, Smartphone (o cellullare avanzato). Si deve prendere atto che i primi aspetti citati all'inizio della precedente Parte Seconda sono già verificabili. Mi riferisco alla commercializzazione di dispositivi con multiple tastiere a scomparsa come troviamo nel Pantech Duo,
o anche doppie a singolo slide come
htc s730, o Samsung i760
E' un sistema di input che cerca di concentrare nel dispositivo tutti i sistemi (standard) che l'utente può desiderare. Tuttavia, nonostante che risulti ancora gradita la presenza della tastiera (estesa o meno) la stessa non avrà dalla sua in futuro molte chances. E' infatti certamente già avviata l'ondata dei modelli che prendono ispirazione da i vari Touch, iPhone che sembrano aver influenzato alcuni futuri modelli dei produttori dei cellulari. Eccone alcuni esempi a cominciare da Sony Ericsson. P3i
oppure PXi
fino al concept phone touch di LG
Tuttavia, in questo panorama di dispositivi a largo schermo con tasti virtuali, che non sembrano aver ancora convinto la maggioranza degli utenti, potrebbe inserirsi Nokia con il suo progetto Haptikos nato per offrire ai nostagici della tastiera la stessa, in forma virtuale, su schermo ma dotata comunque di un feedback sensibile tipico delle vere tastiere meccaniche. Mentre si procede ad affinare e sperimentare nuovi sistemi di input, l'output non va oltre alcuni schermi con più alta risoluzione (vedi Eten o i.Mate) ma questa evoluzione anche se concettualmente prevista non è tale da influnzare la forma dell'oggetto portando reali vantaggi all' uso del medesimo. Credo tuttavia che l'anno in arrivo non manherà di novità significative. Stay Tuned
(sempre in costruzione)